MINDFUL EATING : la nuova moda in voga a Berverly Hills

Se avete passato la vita a fare diete senza risolvere niente, se avete un rapporto con il cibo di amore-odio, se avete difficoltà a gestire le occasioni sociali, se mangiate perché siete nervosi e poi vi sentite in colpa, se siete diventati quasi dipendenti dal cibo, se non vi sentite bene con voi stessi o se semplicemente volete fare chiarezza su tanti aspetti legati all’alimentazione questa è la pratica che fa per voi! Una guida preziosa per valutare il rapporto con il cibo e il vostro peso, partendo da voi stessi. In base al vostro profilo alimentare, con l’aiuto di strategie e suggerimenti, potete facilmente affrontare la vostra giornata alimentare senza il vincolo della bilancia, vincere la fame emotiva, gustare senza sensi di colpa un buon gelato. Imparerete anche a individuare le trappole della portion distortion che portano a mangiare di più senza rendersene conto. Troverete un ottimo supporto nella pratica del mindful eating: un approccio all’alimentazione completamente nuovo, che vi aiuterà a distinguere la fame vera dalla fame emotiva e ad entrare in sintonia con i vostri reali bisogni.
LO SAPEVI CHE Usando piatti più grandi si tende a consumare circa 30% in più. Il problema è che, nel tempo, le dimensioni dei piatti sono aumentati passando da circa 23 cm di diametro a 26 cm. Basterebbe tornare a piatti un po’ più piccoli per consumare meno.
– Anche il colore influisce: se cibo e piatto hanno colori in contrasto sembra che il cibo sia di porzioni maggiori. Se invece cibo e piatto hanno colori simili si può arrivare a consumare fino al 22% in più.
– l’effetto dei colori in contrasto è potenziato se la tovaglia ha colore in contrasto con il piatto.
– E così stoviglie e bicchieri: con cucchiai più grandi e bicchieri larghi e bassi si consuma di più.
– Ma in questi anni sono aumentate anche le porzioni di consumo: ad es il cornetto gelato classico è passato da 75 g a 145 g (quasi il doppio) e così il gelato a stecco ricoperto di cioccolato (da 44 g a 86 g).
Mindful eating non si occupa di che cosa si mangia, ma di come e perchè si mangia. Non si occupa di giudicare le scelte alimentari ma invece si focalizza sul mangiare qui e ora.
Prestando attenzione al sapore, alla consistenza, alle sensazioni, è possibile assaporare ogni boccone e ricevere più soddisfazione da quello che si mangia. Ci si sente più in sintonia con le reazioni del proprio corpo e questo aiuta a mangiare la giusta quantità e tipo di cibo di cui si ha bisogno in ogni momento.
La pratica del mindful eating aiuta proprio a risintonizzarsi con il nostro corpo: nei primi anni di vita siamo in grado di autoregolarci, poi le pressioni sociali (a cominciare dai famigliari sempre preoccupati che non mangiamo abbastanza..), le pressioni ambientali (il cibo ben in vista, sempre disponibile..) e le pressioni emotive (stati d’animo negativi e positivi che inducono a mangiare di più o di meno) portano spesso ad instaurare un rapporto con il cibo lontano da quelle sue funzioni primarie di nutrimento. Il cibo diventa passatempo, valvola di sfogo, riempitivo di vuoti emotive, compensazione creando una vera e propria dipendenza.

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